Il vino fa parte da sempre della cultura mediterranea: presente nei suoi miti come nella vita quotidiana. Dall’Odissea di Omero, in cui Ulisse ha la meglio sul ciclope Polifemo grazie a un vino che prima lo ingolosisce e poi lo ubriaca, fino alle tavole di tutti i giorni su cui un bicchiere di buon vino non può mai mancare. Con i suoi colori cangianti da tipo a tipo: il rosso rubino, il più tenue rosato, il bianco che può regalare i riflessi più luminosi e inattesi, la sua caratteristica essenziale è quella di portare sempre allegria e senso di convivialità. Vino è infatti sinonimo dello stare insieme, condividere con gli altri, aprirsi all’amicizia con fiducia, magari arrivando a confessare i propri segreti più reconditi. In vino veritas, recitavano i Romani antichi che ben ne conoscevano le virtù e che, assieme ai loro predecessori Greci, ne hanno diffuso il consumo in tutto il Mediterraneo, il “Mare Nostrum” di quei tempi remoti, trasportandolo sulle sue sponde e nei suoi porti in anfore ordinatamente impilate nelle stive delle loro navi da carico. Un uso che per volere di un fato benevolo si è tramandato nei secoli fino a noi, come tutte le cose belle – e buone – che il nostro mondo può offrirci.
Dopo la vendemmia, attraverso le fasi di diraspatura e pigiatura, di fermentazione alcolica, di affinamento e maturazione del vino, di imbottigliamento, si compie il complesso processo di vinificazione, cioè di trasformazione dell’uva in vino. La sua è una storia ultramillenaria che sembra confondersi con quella dell’umanità. Soprattutto tra i popoli del Mediterraneo, il vino è sempre stato una bevanda ineguagliabile e irrinunciabile. Ed è, ancora di più, un alimento che fa parte di diritto della “dieta mediterranea”, riconosciuta dall’Unesco come “patrimonio immateriale dell’umanità”, i cui effetti benefici sulla salute delle persone furono descritti dal fisiologo statunitense Ancel Keys, dopo studi condotti anche in Calabria attorno alla metà del secolo scorso. Si può dire che il vino, bevuto moderatamente, privilegiando sempre la qualità alla quantità, sia un toccasana per il corpo e soprattutto per lo spirito, come provano le sue antiche origini e il fatto che le sue tecniche di produzione e il gusto per il suo consumo ci siano stati tramandati nei secoli.
Di seguito, sono passati in rassegna i vini a indicazione geografica tipica che prendono corpo nei rispettivi areali di produzione e sono tutelati dal Consorzio “Terre di Reggio Calabria”.
Vini a indicazione geografica tipica “Costa Viola”
La zona di produzione delle uve da cui si ottengono i mosti e i vini che possono essere così denominati è circoscritta al territorio dei comuni di Bagnara Calabra, Palmi, Scilla e Seminara, tutti in provincia di Reggio Calabria. E anche il processo di vinificazione deve essere effettuato all’interno della stessa area o comunque nella provincia di Reggio Calabria. I vini a indicazione geografica tipica “Costa Viola”, bianchi, rossi e rosati, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da uno o più vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nella regione Calabria. Sono ammesse alla produzione e conseguente commercializzazione le seguenti tipologie di vini: bianco, rosso (anche nella tipologia novello), rosato (anche nella tipologia novello) e vini con la specificazione del nome di un vitigno (ottenuta da uve provenienti per almeno l’85% dal corrispondente vitigno).
Le caratteristiche al consumo dei vini a indicazione geografica tipica “Costa Viola” devono essere le seguenti, a seconda della tipologia:
- il bianco deve avere un colore giallo paglierino più o meno intenso, un odore intenso caratteristico, un sapore asciutto e armonico, e una gradazione alcolica minima di 11% vol.;
- il rosso deve avere un colore rosso rubino, un odore vinoso caratteristico, un sapore caldo e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 12% vol.;
- il rosso novello deve avere un colore rosso carico, un odore intenso e fruttato, un sapore gradevole e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 12% vol.;
- il rosato deve avere un colore rosa più o meno intenso, un odore fine caratteristico, un sapore fresco e gradevole, e una gradazione alcolica non inferiore a 11% vol.;
- il rosato novello deve avere un colore rosa intenso, un odore fruttato caratteristico, un sapore armonico e gradevole, e una gradazione alcolica non inferiore a 11,5% vol.;
- il vino con la specificazione del nome di un vitigno, oltre alle caratteristiche indicate per i vini del corrispondente colore, deve presentare le caratteristiche organolettiche proprie del vitigno da cui acquisisce la denominazione.
Vini a indicazione geografica tipica “Pellaro”
La zona di produzione delle uve da cui si ottengono i mosti e i vini che possono essere così denominati è quella relativa a tutto il territorio del comune di Motta San Giovanni e a una parte del territorio comunale di Reggio Calabria, limitatamente ai quartieri di Bocale, Lume di Pellaro, Macellari, Occhio di Pellaro, Oliveto, Paterriti, Pellaro, San Filippo e Valanidi, in provincia di Reggio Calabria. E anche il processo di vinificazione deve essere effettuato all’interno della stessa area o comunque nella provincia di Reggio Calabria. I vini a indicazione geografica tipica “Pellaro”, rossi e rosati, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da uno o più vitigni a bacca nera, idonei alla coltivazione nella regione Calabria. Sono ammesse alla produzione e conseguente commercializzazione le seguenti tipologie di vini: rosso (anche nella tipologia novello) e rosato. Le caratteristiche al consumo dei vini a indicazione geografica tipica “Pellaro” devono essere le seguenti, a seconda della tipologia
- il rosso deve avere un colore rosso rubino, un odore vinoso caratteristico, un sapore pieno e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 13% vol.;
- il rosso novello deve avere un colore rosso più o meno intenso, un odore complesso e fruttato, un sapore gradevole e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 11% vol.;
- il rosato deve avere un colore rosa più o meno intenso, un odore fine e delicato caratteristico, un sapore fresco, armonico e gradevole, e una gradazione alcolica non inferiore a 13% vol.
Vini a indicazione geografica tipica “Palizzi”
La zona di produzione delle uve da cui si ottengono i mosti e i vini che possono essere così denominati comprende l’intero territorio dei comuni di Bova, Bova Marina, Brancaleone, Condofuri, Palizzi e Staiti, tutti in provincia di Reggio Calabria. E anche il processo di vinificazione deve essere effettuato all’interno della stessa area o comunque nella provincia di Reggio Calabria.
I vini a indicazione geografica tipica “Palizzi”, rossi e rosati, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da uno o più vitigni a bacca nera, idonei alla coltivazione nella regione Calabria. Sono ammesse alla produzione e conseguente commercializzazione le seguenti tipologie di vini: rosso (anche nella tipologia novello) e rosato. Le caratteristiche al consumo dei vini a indicazione geografica tipica “Palizzi” devono essere le seguenti, a seconda della tipologia:
- il rosso deve avere un colore rosso carico, un odore intenso caratteristico, un sapore armonico tipico, e una gradazione alcolica non inferiore a 13% vol.;
- il rosso novello deve avere un colore rosso intenso, un odore gradevolmente fruttato, un sapore piacevole e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 11% vol.;
- il rosato deve avere un colore rosa più o meno intenso, un odore fine caratteristico, un sapore fresco e gradevole, e una gradazione alcolica non inferiore a 13% vol.
Vini a indicazione geografica tipica “Locride”
La zona di produzione delle uve da cui si ottengono i mosti e i vini che possono essere così denominati comprende l’intero territorio dei comuni di Agnana, Ardore, Bianco, Bovalino, Bruzzano, Camini, Canolo, Caraffa del Bianco, Casignana, Caulonia, Ferruzzano, Gerace, Gioiosa Jonica, Grotteria, Locri, Mammola, Marina di Gioiosa Jonica, Monasterace, Placanica, Riace, Roccella Jonica, Sant’Agata del Bianco, Sant’Ilario, Siderno e Stignano, tutti in provincia di Reggio Calabria. E anche il processo di vinificazione deve essere effettuato all’interno della stessa area. I vini a indicazione geografica tipica “Locride”, bianchi, rossi e rosati, devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da uno o più vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nella regione Calabria. Sono ammesse alla produzione e conseguente commercializzazione le seguenti tipologie di vini: bianco, Montonico bianco passito (ottenuto da uve a bacca bianca provenienti per almeno l’85% dal vitigno da cui prende il nome e sottoposte ad appassimento in pianta o dopo la raccolta), rosso (anche nella tipologia novello) e rosato. Le caratteristiche al consumo dei vini a indicazione geografica tipica “Locride” devono essere le seguenti, a seconda della tipologia:
- il bianco deve avere un colore giallo paglierino, un odore intenso caratteristico, un sapore fresco e sapido, e una gradazione alcolica minima di 10,5% vol.;
- il Montonico bianco passito deve avere un colore giallo paglierino intenso e talvolta ambrato, un odore intenso caratteristico del vitigno, un sapore dolce, fine e delicato, e una gradazione alcolica minima di 15% vol.;
- il rosso deve avere un colore rosso rubino, un odore vinoso caratteristico, un sapore intenso e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 11,5% vol.;
- il rosso novello deve avere un colore rosso carico, un odore intenso e fruttato, un sapore gradevole e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 11% vol.;
- il rosato deve avere un colore rosa più o meno intenso, un odore fine caratteristico, un sapore fresco e armonico, e una gradazione alcolica non inferiore a 11% vol.